KasuMarzu

Berlusconi porta i tacchi
di Carpalim

20 MARZO 2002
 


KasuMarzu nuova serie



Dio, se me lo ricordo, quel mercoledì! È il giorno che sono uscito di galera: un mese di buiosa per aver scritto su un muro: «Berlusconi porta i tacchi». Trenta giorni per una scritta? Sì, ma il muro era quello di Arcore...
In carcere, però, sono stato rieducato. Ora so che non devo dire che Berlusconi porta i tacchi, bensì «calzature di attento e particolare design provviste di congrui accorgimenti podologici ed ortopedici atti ad elevare l’abituale statura del calzante». E quando mai avrò i soldi per scriverlo sul muro? Ci vorranno non meno di tre bombolette! Avessi i soldi che è costato il processo: quattordici avvocati ed un sottosegretario, tutti a difendere le mura domestiche del presidente... E invece...: sono entrato in cella che non avevo una lira, ne sono uscito che non avevo un euro!
Ma ho imparato che i muri non sono tutti uguali. Ci son quelli fatti per tenerti fuori e quelli fatti per tenerti dentro, quelli da innalzare e quelli da abbattere, quelli insormontabili e quelli di gomma, quelli di incomprensione e quelli di incomunicabilità, muretti a secco e grandi muraglie... Muri per scrivere, ahimè, non ne sono rimasti più. 

 

 

| Home Page | Fine della lettura |