KasuMarzu

La canzone dell'Emilio
(o del lifting malriuscito)
 

di Burchiello

16 MARZO 2004
 


KasuMarzu nuova serie



Questa è di Emilio Fede la storia vera,
che diede via le chiappe a primavera
e Silvio che le vide così belle
s'innamorò di quella bianca pelle.

Solo, rinchiuso dentro al suo rancore
leggeva le notizie al suo signore
e dentro al cuor per Silvio già sbavava:
per Silvio che ogni mese lo pagava.

Emilio aveva un culo molto usato
che non aveva mai ben funzionato:
ai tavoli da gioco tutto perse
finché il debito immane lo sommerse.

E si vendette l'auto ed il mantello
le brache, i pedalini ed il cappello
ma un Cavaliere Azzurro e con la scorta
bussò tre volte un giorno alla sua porta.

E disse: «Caro Fede, mi consenta
e si decida prima ch'io mi penta
son molto interessato al suo di dietro:
son pronto ad acquistarlo a peso o a metro.

E glielo pago profumatamente
ancor ch'esso sia pure male olente:
e non mi chieda poi quel che ne faccio:
io son padron! Lei solo un vecchio straccio».

«Azzurro Cavaliere mi onorate,
a queste vecchie chiappe consumate,
certo offrirete loro un gran futuro
della Sua serietà io son sicuro.

Basta che Lei mi serbi la poltrona
e qualche antico buffo mi condona
e se mettiam due righe per iscritto
presto il contratto è chiuso di diritto».

Dicono poi che mentre ritornava
il Cavalier tra sé rimuginava
come riconvertire il nuovo acquisto,
nel più grandioso affar che mai s'è visto.

Guidato dalla sua migliore stella
l'idea che maturò fu la più bella:
come il divin Creator si pose assiso
per dare al suo partito un nuovo viso.

Prese la chiappa destra a piene mani
e ci rifece il viso di Schifani.
E poi con la sinistra che restava
il volto a Sandro Bondi modellava.

Mentre osservava l'opera finita
qualcosa gli rimase tra le dita:
è dell'Emilio il pezzo più pregiato
il buco tra le chiappe più infrattato.

E prende quella pelle delicata
più d'una guancia che s'è appen sbarbata
e la destina a un lifting personale
per vincer la disfida elettorale.

Questa è la tua canzone, Emilio Fede:
che desti via le chiappe per mercede.
Ancora stanno lì in televisione:
cambia soltanto l'interpretazione.




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