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Chi ha
paura dei giudici? I ladri!
21 SETTEMBRE 1996
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paura dei giudici? Il ministro Flick, membro dell'esecutivo, vuole insegnare il mestiere ai magistrati, corpo separato e indipendente dello Stato. Parlano troppo, dice. E' necessario il silenzio. Troppe fughe di notizie. Ma le intercettazioni telefoniche all'origine del caso Necci datano dal lontano Novembre 1995. Per tutta la durata dell'istruttoria, quasi un anno, nulla è trapelato. Neanche una sillaba. Parlano troppo, i giudici? Adesso che i fascicoli dell'inchiesta son stati depositati in tribunale, una quantità di persone, avvocati in testa, ha libero accesso alle carte. I giornali ne pubblicano ampi stralci e il governo, anziché ringraziare gli investigatori per l'eccellente lavoro svolto, nonché per il coraggio dimostrato nell'incriminare un così gran numero di loro colleghi corrotti, si mostra perplesso e quasi colto in contropiede, per non dire in fallo. Hanno sbagliato, i giudici? E giù ad attaccare, con maggiore o minore veemenza, i magistrati. E quali? Quelli incriminati? Macché: i loro accusatori. Capirai: hanno scoperchiato una fogna, e adesso l'odore della merda arriva alle delicate nari del governo. Che maleducati! Che richiudano tutto e li lascino lavorare! E' o non è questo il governo dei lavoratori? Che sovversivi, i giudici! Bisogna riformare la custodia cautelare. Così com'è non va bene: quando rubano molto, possono andar dentro anche i nostri. E l'esperienza del carcere può distruggere un uomo! Sì ma e Gramsci? E Pertini? E Lussu? E Curcio, Renato Curcio, perché non hanno mai avuto il buon gusto di suicidarsi, per mostrare un po' a tutti come di carcere si muore? Son peggio delle Brigate Rosse, i giudici. Son peggio delle Brigate Rosse, certo, per voi ladri. Perché non usano le pistole, che vi consentono di atteggiarvi a vittime, ma le leggi da ladri che voi stessi - ladri - avete confezionato a vostro piacimento per rubare meglio. Leggi sempre troppo strette, per chi è costretto ogni volta ad aumentare la dose. Leggi da modificare, da riformare. E una magistratura da ridurre al silenzio. Quello eterno, possibilmente. Chi ha paura dei giudici? Ha paura chi fino a ieri stava liquidando i palazzi di via Botteghe Oscure, per pagare i debiti. E adesso non più. Eredità di qualche vecchio zio? Ha paura chi a suo tempo ha fatto i soldi con la Mammì, ed anche se ha tanti nuovi amici rischia lo stesso di far la fine dello scarrafone: schiacciato lui insieme alle sue antenne. Hanno paura i mille e mille manager delle nuove Aziende Sanitarie, i cui nomi hanno fatto fatto stappare bottiglie di champagne tra i venditori di garze e macchine medicali. Hanno paura le vecchie e le nuove piddue del petrolio e delle armi. Hanno una paura fottuta tutti quelli che son nati ad Avellino. Da circa ottomila mila anni, accade che dei giudici ne abbiano soprattutto paura i ladri.
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