KasuMarzu

L'Italia che cresce
di Panurge

16 MAGGIO 2002
 


KasuMarzu nuova serie



Che il napoleoncino di Arcore considerasse il culo degli italiani come il più bello dei suoi giocattoli, questo lo avevamo capito da un pezzo. Che non si sia ancora stancato di giocarci, questo lo abbiamo capito leggendo i giornali stamattina.

Ci sono (ci sarebbero) due notizie: 1) il crollo degli indici della produzione industriale in Italia; 2) il nuovo rating di Moody’s che sancisce la migliorata affidabilità del sistema economico italiano nel suo complesso.

Di fronte a queste due notizie, l’omino di Arcore che fa? Manipola. Nasconde sotto il tappeto la prima e spara a gran voce la seconda: il miglioramento dei conti pubblici «supera» e annulla il dato negativo precedente. «Moody’s “ci” promuove!», esulta.

Dov’è il trucco? Ma è proprio in quell’aggettivo «precedente»! In realtà è il miglioramento del sistema Italia a precedere le pessime performance dell’industria. Il giudizio di Moody’s si riferisce a un periodo d’osservazione che va dal 1995 al 2001: piena età prodiana; il crollo della produzione ai dati del primo trimestre 2002.

Mentre l’informazione nazionale, di proprietà e non, rilanciava la mistificazione del ducetto in ghette azzurre, il Giornale titolava a nove colonne: «Cofferati affossa l’industria» (!).

Che dire? Se la classe operaia avesse realmente mai avuto il potere di affossare l’industria con uno sciopero di otto ore (neppure di una giornata!), il nostro sarebbe oggi un Paese rosso e contadino.

Bisognerebbe leggerla con regolarità, certa stampa. Dopo tutto, il Grande Baùscia è solo il volto umano del nuovi fascistelli in salsa lombarda. Ma è nelle sputacchiere degli Schifani e dell’altra bassa manovalanza che si raccoglie la summa più alta del loro pensiero.


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