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Quando i
Sardi tenevano
17 FEBBRAIO 2009
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Quando i Sardi bevevano abardente e
vernaccia, anziché mirti e limoncelli, e neppure le pistole del Duce
potevano abbassar loro lo sguardo, uno come Cappellacci che si fosse
avventurato da solo per le campagne che separano Bitti da Lula sarebbe
finito legato ad un albero coi pantaloni calati, a beneficio e
passatempo d'ogni viandante o transumante.
Un possidente che avesse avuto soltanto un millesimo delle ricchezze di berlusconi, poi, non avrebbe potuto fare un passo fuori di casa senza finire con la testa in un sacco e qualche annetto di relax nei centri benessere dell'Hotel Supramonte...
Nessuno fraintenda: di quel periodo non
rimpiangiamo certo la criminalità e i sequestri. Rimpiangiamo tuttavia
le belle noci di cocco con le quali i Sardi usavano dar spessore al
largo cavallo dei loro pantaloni di velluto.
Quegli attributi grazie ai quali un uomo solo, come Lussu, poté sfidare a testa alta prima l'Austriaco e poi il Fascio. Quella "costante resistenziale", com'ebbe a chiamarla quell'altro combattente di razza che è Giovanni Lilliu, che seppe mantenere sardo il Sardo pur sotto i colpi mortali di Cartagine e di Roma. Quel coraggio originario che ornava di forza e potenza donne come Eleonora, come Grazia Deledda. Ecco: il risultato elettorale che si profila oggi è la campana a morto di quella Sardegna resistente. Quel che non poté Bisanzio, quel che non poté la Spagna, poterono pochi anni di Grande Fratello e di Billionaire, di veline e di bagaglini Tanto bastò per far di quelle noci di cocco semini di ciliegia, chicchi d'uva passa...
E mentre berlusconi si sequestra da sé a
Villa Certosa, decidendo lui, però, arredi e menù, e chiedendo il
riscatto ai Sardi, l'ultimo dei suoi theraccos, tale Cappellacci,
sequestra la Sardegna intiera, con il consenso adorante dei Sardi. Non
quelli dell'abardente e della vernaccia, s'intende: quelli del mirto e
del limoncello. Che in queste elezioni non hanno perduto soltanto la
loro terra: hanno perduto la faccia e il diritto al rispetto.
Perché si può e si deve rispettare il perdente ferito, ma non si può e non si deve rispettare chi quelle ferite se l'è inferte da sé, non diversamente da quegli stupidi mendicanti che si storpiano da soli pur d'accattare qualche monetina in più.
Questa non è più Sardegna. Questi non sono
più Sardi. Che scambino almeno i colori della loro bandiera: rossi di
vergogna i mori, e nera la croce che da oggi peserà sul loro capo a
perenne vergogna.
Gli ex affittuari si son comprati tutta la casa. Peggio: se la son vista regalare convinti da un imbonitore da strapazzo, da un pinta-la-legna-e-portala-in-Sardegna. Gli ex padroni comincino a srotolare le stuoie: troppa grazia se sarà lasciato loro un angolo, pisciato dai cani, dove acconciarsi a dormire. |
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