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Sonetto
per un porcetto
16 GIUGNO 2006
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(Certame tra un maialino e un pastore di Porto Rotondo) La leppa ch'ha più filo d'un rasoio m'ha tolto la mia vita da maiale ch'avrebb'avuto fine al mattatoio chissà per quale festa di Natale. E
invece a quattro mesi me ne muoio a me che ciò che vegeta non piace: laido giacèr tra sedani e finocchi in
mezzo a pomidor, carciofi e brocchi. Co'
'sta carota in culo e il pomo in bocca croccante ma sottile come un velo. Qual meraviglia se dopo ci s'abbiocca col ventre pieno e fra i denti uno stelo?
Or che più non ci sei, col cuor ti chiedo: sacrificarsi a chi è Re del Creato ed immolar la vita sullo spiedo? *** D'immolar la mia vita sullo spiedoseppùr misera vita da maiale è cosa ch'io di solito non chiedo: Vossignoria non se ne tenga a male.
Piuttosto, questo è almeno quel ch'io credo, dove i porci arrostiscono i bambini dicon ch'è in Russia o ancor più a settentrione:
l'ha detto pure la televisione Pareva
d'un caimano il bel sorriso per poi tra i mondezzai tirarti su, anche tu avresti quello stesso viso rifatto tutto di plastica e caucciù.
C'è di maiali ben più d'una razza Se no più grande il porco cresce ancora e quando cresce è lui poi che t'ammazza. |
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