KasuMarzu

Baffi di ferro e teste di legno
di Panurge

 20 OTTOBRE 1996
 


da KasuMarzu prima serie



Che gli mancava a D'Alema per diventare un leader politico di rango? Gli mancava una valida spalla, almeno pari a quello che fu il Martelli per il cinghialone di Hammamet o, ancora adesso, il Bobo Maroni per Bossi. Senza spalla non c'è comico o politico che funzioni. La spalla tesse le situazioni, porge le battute ed è quella che nel finale prende le torte (quando non di peggio) in faccia.
A questo pensavamo quando abbiamo visto il piccolo Pietro Folena sporgere l'irta testolina dal passeggino dove il partito l'ha accoccolato e sbraitare (anche lui!) contro i giornalisti e contro i giudici: vuoi vedere che anche baffo di ferro ha finalmente trovato la sua testa di legno?
La conferma l'abbiamo avuta qualche giorno dopo, quando l'infante Folena, smesso per un istante il ciuccio, ha articolato le sue prime acerbe paroline contro il generale Federici, che a nome dell'Arma denunciava il disegno governativo di riunire sotto un unico comando carabinieri e poliziotti. Parole assai azzardate: meglio prendersela con i santi, che con i fanti. Epperò, come da copione, quando già un fitto polverone si alzava ad oscurare il cicciobello parlante, ecco intervenire paterno il buon D'Alema, rappacificatore d'animi: ribadiamo la stima, la considerazione, la fiducia ecc. Sketch particolarmente riuscito: a Folena le torte di merda in faccia, a D'Alema il pubblico riconoscimento per le sue doti di moderato e moderatore. Si attendono altre repliche.
Ma chi è questo Pietro Folena che si picca di dar lezioni di diritto costituzionale al comandante dei carabinieri e di diritto penale agli alti magistrati, nonché di bacchettare gli opinionisti di Repubblica? E' il fine pensatore pidiessino che, messo a capo della Federazione Giovani Comunisti Italiani, ha saputo allontanare i giovani dal pensiero di Gramsci e Togliatti per condurli verso le raffinate elaborazioni intellettuali di Jovanotti. E' l'ex-disoccupato che ha inteso riscoprire il valore socio-taumaturgico della Discoteca, aprendo così la strada all'elevazione culturale delle masse, opera poi proseguita dal mozzarellone Veltroni tramite la diffusione, insieme con «L'Unità», di videocassette porno e figurine dei calciatori e, più recentemente, con l'analisi del sostrato filosofico del pensiero di Lady Diana. Se qualche giovane oggi si droga, si rincoglionisce con la tivù, oppure si schianta sull'autostrada, sappia che un pochettino lo deve anche a lui: all'agnellone pidiessino di Padova. Che fosse la testa di Folena il famoso zoccolo duro del partito?
Quest'uomo di scienza, abbandonata la FGCI per motivi d'età, per meriti partitici è approdato in Parlamento, dove ancora per qualche tempo saremo costretti a sorbircelo. La Navicella dei deputati, nella pagina a lui dedicata, ci informa degli studi e del curriculum: «funzionario di partito». Alla voce «attuale occupazione» ci riporta: «responsabile per i problemi della giustizia per il Pds». O meglio: per i problemi del Pds con la giustizia.
È un bravo funzionario di partito, ci dicono. Ma se un partito è un'associazione di uomini liberi, che funzione può avere al suo interno uno come Folena, che uomo non è, e tantomeno libero?
Qualcuno ce lo dovrà pur spiegare.

 

 


| Home Page | Fine della lettura |