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KasuMarzu risorge. Sarà che il cacio è sempre più fracico, ed anche per noi
vermetti è giunto forse il momento di metter fuori il musetto e tirar su una
boccata d'aria fresca. Fatto sta che ci è tornata la voglia di scrivere, e
tanto peggio per chi non ha meglio da fare che star qui a leggerci.
La prima serie di KasuMarzu è datata 1996. Anni di bicamerali ed occasioni
perdute. Manisprecate, dopo manipulite. Dall'agosto al dicembre di quell'anno KasuMarzu punzecchiò un po' tutti, ma soprattutto quell'ulivo
giulivo che, fatta corona delle proprie fronde, nulla trovò di meglio che
pigramente adagiarvisi e persino inorgoglirsene, spianando la strada
all'inarrestabile marcia del puffo di Arcore.
Erano anni in cui la sinistra ancora vinceva perché aveva dei sogni da
offrire: catene da spezzare; proletari da unire;
lavoro da difendere; oppressione e corruzione contro cui lottare...
Oggi i sogni ce li fornisce il Presidente del Consiglio dalla Regìa (ad
interim Ministro degli Affari Propri), e
neppure perde tempo ad inventarseli: li compra già fatti dagli americani e
ce li ritrasmette maltradotti in italiano.
Non sono i nostri sogni. Non ci piacciono.
Non ci piace il grande baùscia. Non che lo odiamo, com'egli talvolta paventa:
semplicemente ce ne vergognamo, come chi ha un padre ladro o una mamma che fa
la vita. Di lui non diremo altro se non
quel che Pirandello ebbe a dire di Mussolini, quando l'incontrò
di persona dopo averne a lungo ammirato il personaggio: è un uomo volgare,
che fa e dice cose volgari.
Ma neppure ci piace il cardinal Rutelli. Almeno fino a quando non ci farà
dimenticare lo spettacolo offerto alcuni anni fa, in concomitanza con la
vittoria del «sì» nel referendum sulla responsabilità dei magistrati, quando il
fronzuto ulivista respinse con queste arroganti parole le
sacrosante curiosità di un giornalista: «Oggi abbiamo sistemato i
giudici, domani sistemeremo anche voi!».
Non è questione di etica, quanto di
estetica. C'è in giro della brutta gente, per dirla con Jannacci: brutta da
vedere, e peggio da ascoltare.
KasuMarzu, che non ama le bandiere, costretto sventolarne una sceglierebbe
il drappo che fu già di Prezzolini e poi di Montanelli: quello degli
apòti, di coloro che non la bevono.
Nel grande stadio dove tutti son scesi in campo, KasuMarzu preferisce gli
spalti, abituale dimora degli spettatori.
Da spettatore, KasuMarzu può talvolta accalorarsi nel tifo più sfegatato, o
viceversa applaudire cavallerescamente il bel punto dell'avversario. Ma
desidera anzitutto, e pretende, che la partita sia una bella partita, giocata secondo le
regole, ancorché con passione.
Se poi capitasse magari di vincerla...
Cronache
dal cuore del formaggio
di
Casizzòlu
1
AGOSTO
1996

Editoriale del
Direttore
(da KasuMarzu prima
serie)

Nasce una nuova rivista
virtuale, aperta a tutte le incazzature. Non ci sono più scuse per stare
zitti. Non si può più dire: i giornali non ci fanno scrivere, pubblicare in
proprio costa un fottìo di soldi, Costanzo non ci vuole, il ciclostile
sporca le mani e chi si ricorda più come si usa. La rete è gratis (o quasi)
ed è libera (o quasi). Prendiamoci questa opportunità. Proviamoci.
La rivista si chiama "Kasumarzu", che è il nome sardo del formaggio marcio,
quello con i vermi.
"Kasumarzu" vuole essere pungente e piccante, proprio come la specialità
casearia da cui prende il nome. E vuol far uscire allo scoperto quei
quarantenni, come noi, che dentro al formaggio si sono scavati il loro
piccolo spazio, dove vivono apparentemente comodi mangiucchiandone quel po'
che serve per campare e dimenticando che il formaggio che li ospita non
è il loro, e che il padrone (esistono ancora!) ogni tanto ama tagliarne una
fetta e mangiarsela, con tutti i vermiciattoli che ci stanno dentro. E
allora giù a piangere e a ridere insieme, felici perché la mannaia oggi ha
colpito gli altri, preoccupati perché domani potrebbe toccare a noi. E
zitti, perché il coltello del padrone fa sempre paura.
Era questo il nostro sogno? Era per questo che da giovani riempivamo le aule
e le piazze anziché le discoteche? Per una piccola tana in un formaggio che
non è il nostro, e che per giunta è marcio?
No. No e ancora no. L'Italia di oggi non può essere quella del nano di
plastica, e la cosiddetta sinistra non può essere solo il mozzarellone
veltrone o l'alzaserrande di Gallipoli, e tantomeno il mortadellone dal
volto umano. Si vede più gente colta e preparata per strada che non in
televisione. Si incontrano amici di allora che hanno le idee più chiare di
qualsiasi editorialista di giornale. Si conoscono insegnanti di scuola media
i cui alunni si esprimono meglio degli speaker televisivi. È a questa
Italia che pure esiste, che noi intendiamo dar voce, con un giornale aperto
a qualsiasi contributo, critico e autocritico, da qualsiasi parte provenga,
anche se anonimo.
Il giornale è strutturato come un numero unico in costante aggiornamento.
Tutti gli articoli che riceveremo, via e-mail, saranno pubblicati in testa
al sommario. I vecchi articoli saranno mantenuti in rete fino a che lo
spazio su disco ce lo consentirà. Nessuna censura, ma un suggerimento, che è
anche una linea editoriale: evitiamo di piangerci addosso. I lagnoni hanno
già i loro giornali. Evitiamo anche critiche sterili e fini a se stesse:
Baltasar Graciàn, già ai suoi tempi, paragonava il lavoro del critico
pedante a quello dello spazzino, attento a percorrere ogni pagina come il
netturbino le strade, e a raccogliere e mettere amorevolmente in un sacco il
peggio dell'immondezza altrui. Parliamo di cose concrete, della nostra
città, delle nostre condizioni di vita, delle nostre speranze. E
scriviamole. Possibilmente bene.
Hanno anche detto...
KasuMarzu: e-zine dedicata
alla satira, alla letteratura e all'attualità.
Yahoo.it
KasuMarzu, «Cronache dal cuore del formaggio», è un sito satirico molto
divertente aperto alla collaborazione di tutti quelli che vogliono inviare i
propri articoli...
Medialink
KasuMarzu, rivista satirica aperta alla partecipazione del pubblico
(sottotitolo «Cronache dal cuore del formaggio»), ha aperto il suo primo
numero con un articolo dal titolo: «Chi ha paura dei giudici? I ladri!» e
uno speciale su «La non più sostenibile pesantezza del Bossi».
Panorama. «Modem», di
Anna Masera.
KasuMarzu: rivista on-line dove poter esprimere le proprie idee che in altre
circostanze sarebbero censurate...
Virgilio.it
Chi
siete? Una scheggia criptata di Cuore? La colonna cyberpunk di Bertinotti? I
Leoncavallini della Rete? L'Autonomia on line? In ogni modo, chiunque siate,
lasciatevelo dire da un vecchio conservatore: bravi.
(e-mail
di Riccardo
Chiaberge)
KasuMarzu, o meglio «Cronache dal cuore
del formaggio». Per chi ha capito che viver bene non basta: bisogna vivere
meglio. Satira politica «senza frontiere» e un angolo letterario aperto a
tutte le collaborazioni.
Cose cattivissime scritte da gente buonissima.
E-zine
KasuMarzu: per chi ha sassoloni nelle scarpe...
La città
invisibile
KasuMarzu:
quando ho visitato questo sito ho messo in allarme la mia famiglia.
Credevano fossi impazzito definitivamente perché ridevo rumorosamente
osservando il monitor...
Il Recidivo
Il
Motore Anagrammatico è stato presentato su
KasuMarzu con una ghiotta
recensione ricca di divertenti esempi.
Motore
Anagrammatico del Gaunt
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